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INTERVENTO DI GIOVANNI DALL'ORTO SU DECISIONE CORTE COSTITUZIONALE

Milano, 15 aprile 2010  Ho passato lo scorso mese ad ascoltare chi (avvocati, giuristi, docenti) di Legge ne sa più di me, in modo da arrivare all'attesa sentenza di ieri da parte della Corte Costituzionale sui matrimoni gay non dico preparato ma almeno informato. E per questo motivo mi suona piuttosto sgradevole passare oggi, dalle argomentazioni eleganti, ragionate e argomentate dei giuristi, alla cacofonia superficiale e alla drammatizzazione esagitata che sono parte ineliminabile (per lo meno nella patria di Pulcinella...) dei discorsi politici.Da una parte e dall'altra sembrano scatenate le "drama queens". "Vergogna alla Corte Costituzionale!", ululano gli uni. "La Corte l'ha messo in quel posto alle assurde pretese dei gay"! strillano gli altri.Peccato che sbaglino sia gli uni che gli altri.

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Nozze gay, no della Consulta «È materia del legislatore»

di Natalia Lombardo, su L'Unità, 15 aprile 2010 La Corte Costituzionale ha respinto come «inammissibili e infondati» i ricorsi sui matrimoni gay. Furono presentati dal tribunale di Venezia e dalla Corte di Appello di Trento per chiedere un parere sulla illegittimità costituzionale di alcuni articoli del codice civile che impediscono le nozze tra persone dello stesso sesso. Tutto era nato dal rifiuto dei comuni di sposare coppie gay, che fecero ricorso. La parola al Parlamento La Consulta, secondo indiscrezioni, lascerebbe intendere che compete alla discrezionalità del legislatore la regolamentazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.

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Matrimoni gay, no della Consulta ai ricorsi

su La Repubblica del 14 aprile 2010 La Corte costituzionale ha respinto come inammissibili e infondate le istanze arrivate da Venezia e Trento. I giudici hanno fatto riferimento alla "discrezionalità del legislatore"

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MATRIMONIO GAY-CONSULTA. CERTI DIRITTI: LA LOTTA PER IL SUPERAMENTO DELLE DISEGUAGLIANZE VA AVANTI

Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti: L’Associazione Radicale Certi Diritti prima di esprimere un giudizio di merito sulle decisioni della Consulta, attenderà le motivazioni della decisione della Corte Costituzionale riguardo il rigetto dei ricorsi fatti da alcune coppie gay per vedersi riconosciuta la possiibilità di sposarsi. Esprimiamo tutti i nostri più sinceri ringraziamenti a quanti hanno condiviso con noi questa battaglia, in primis le coppie gay che hanno partecipato alla campagna di Affermazione Civile e gli Avvocati di Rete Lenford, che continuerà almeno fino a quando anche nel nostro ordinamento non sarà consentito alle coppie dello stesso sesso di sposarsi, come già avviene in diversi paesi europei.

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