Regione Lombardia approva la mozione contro la repressione delle organizzazioni LGBT+ in Turchia

Il Consiglio regionale, a maggioranza di centrodestra, dice no alla repressione di Ankara. Non partecipano al voto Lega e Lombardia Ideale.

Milano, 8 ottobre 2026 — Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la mozione n. 553 “concernente la repressione delle organizzazioni LGBT+ e dei difensori dei diritti umani in Turchia”, con 39 voti favorevoli, nessun contrario e nessun astenuto. Dodici consiglieri e consigliere di Lega e Lombardia Ideale non hanno partecipato al voto.

La mozione – presentata da Luca Paladini e sottoscritta dai consiglieri e dalle consigliere Vallacchi, Pollini, Palestra, Bocci, Rozza, Noja, Rosati, Pizzighini e Astuti – è stata votata nominalmente nella seduta del 6 ottobre 2026 e condanna la vasta operazione di polizia “Ailem Güvende”, che nel settembre scorso ha portato a perquisizioni, arresti e misure cautelari contro esponenti di organizzazioni LGBTI+ legalmente costituite, attraverso l’utilizzo strumentale di fattispecie penali come “oscenità” e “favoreggiamento alla prostituzione”. Un attacco che si aggiunge alla censura degli spazi digitali e alle crescenti restrizioni alla libertà di associazione, espressione e riunione.

Il Consiglio regionale della Lombardia, richiamando l’operazione di polizia turca “Ailem Güvende” del 12-13 settembre 2026 e le violazioni degli articoli 10 e 11 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, invita la Giunta regionale a:

  • chiedere al Governo di mantenere alta l’attenzione sulle violazioni dei diritti fondamentali, delle libertà civili e dei principi dello Stato di diritto in Turchia, nel rispetto delle competenze statali in materia di politica estera;
  • valutare, ove ne ricorrano i presupposti, forme di raccordo con gli atenei lombardi, la rete Scholars at Risk Italy (SAR Italy), gli enti di ricerca e il Terzo settore, per misure di sostegno, accoglienza temporanea, studio o ricerca a favore di persone in situazioni di comprovata vulnerabilità o limitazione delle libertà fondamentali;
  • valutare il sostegno, nell’ambito dei programmi regionali di cooperazione internazionale, inclusione sociale e tutela dei diritti umani, a progetti di università, Terzo settore e organismi qualificati per l’assistenza, il supporto psicologico, la tutela legale e l’accompagnamento delle persone coinvolte.

La mozione lombarda è il primo atto approvato da una Regione nell’ambito della campagna avviata da Certi Diritti dopo l’operazione di polizia turca “Ailem Güvende” (“La mia famiglia è al sicuro”), che tra il 12 e il 13 settembre 2026 ha colpito sette associazioni LGBT+ e due organizzazioni impegnate con le persone con HIV, con decine di arresti e fermi.

Il testo approvato in Lombardia è stato in parte rivisto rispetto alla proposta iniziale di Certi Diritti, nel confronto con la maggioranza regionale, per raccogliere il più ampio consenso possibile mantenendo i punti centrali delle richieste del movimento LGBT+ turco.

«È importante che un’istituzione regionale dica con chiarezza che i diritti umani non finiscono alla frontiera e che l’autoritarismo non diventa accettabile quando colpisce persone che vivono dall’altra parte del Mediterraneo», dichiara Luca Paladini, consigliere regionale della Lombardia e primo firmatario della mozione. «In Turchia stiamo assistendo a un salto di qualità nella repressione: non soltanto divieti e censura, ma l’uso dell’apparato penale contro associazioni legittime e contro chi offre assistenza, informazione e protezione. La Lombardia non ha competenze di politica estera, e la mozione lo riconosce con chiarezza. Ma proprio nei limiti delle nostre competenze possiamo e dobbiamo fare la nostra parte: chiedere al Governo di mantenere alta l’attenzione, mettere a disposizione le nostre università e le nostre reti di ricerca e accoglienza e costruire strumenti concreti di protezione per chi è costretto a fuggire dalla repressione».

«È un risultato molto importante: la mozione è stata approvata all’unanimità dei voti espressi, con la sola non partecipazione al voto di Lega e Lombardia Ideale, da un Consiglio regionale a maggioranza di centrodestra. Un segnale che va oltre gli schieramenti politici, ed è proprio per questo che vale la pena portare queste mozioni in ogni Regione e in ogni Comune d’Italia, a prescindere da chi li amministra», dichiara Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti. «Non possiamo assistere in silenzio alla trasformazione del diritto in uno strumento di repressione politica: quello che sta accadendo in Turchia non riguarda soltanto le persone LGBTI+, ma il diritto di ogni persona ad associarsi, esprimersi, difendere i propri diritti e vivere liberamente. Il nostro ringraziamento va al consigliere Paladini e a tutte le consigliere e i consiglieri che hanno sottoscritto e sostenuto la mozione: ci auguriamo che l’impegno assunto dal Consiglio regionale non resti confinato a un atto simbolico, ma si traduca in iniziative concrete di protezione, accoglienza e sostegno alla società civile turca, perché la libertà di chi viene perseguitato per via della propria identità o per ciò che difende riguarda la libertà di tutte e tutti».

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