Contro le discriminazioni e per le pari opportunità per tutti

Informazione e responsabilità per tutti e tutteNon è possibile costruire la propria vita sessuale all’ombra dell’ ignoranza, dei pregiudizi e delle paure che famiglie, chiese e società producono e proteggono.

Ciascuno di noi deve poter avere le informazioni e gli stimoli necessari perché la libertà di cui gode, (negli affetti e nei comportamenti), sia  responsabile e rispettosa, di se e degli altri.

E’ necessario, quindi, che lo Stato provveda a:

– corsi di educazione alla sessualità obbligatori per gli studenti del triennio della scuola media inferiore, sia delle scuole pubbliche che delle scuole private;

– corsi di informazione e sensibilizzazione sul tema della prevenzione delle discriminazioni per tutti gli operatori dei servizi che abbiano sportelli di accoglienza e assistenza al pubblico;

– inserimento strutturale nei corsi di formazione per operatori delle forze di polizia (di ogni livello) di specifici moduli sui temi dell’antidiscriminazione.

– potenziamento delle iniziative, su tutto il territorio nazionale, per la prevenzione delle discriminazioni in ambito lavorativo basate su
orientamento sessuale e identità di genere e promozione di iniziative continuative e adeguatamente finanziate, pe ril reinserimento lavorativo delle
persone vittime di discriminazione.

 

Esistono crimini generati dall’odio verso persone per motivi connessi alla loro identità, fisica e psichica, sessuale, religiosa, di nazionalità, di origine etcnica, ecc. Ed oltre ai crimini veri e propri (dai maltrattamenti alle violenze) esistono anche i discorsi d’odio, che sostenendo tesi false sono oggettivamente causa di pregiudizio, di discriminazione e di violenza.

L’Italia deve avere una legge quadro che definisca questi crimini e che punti non tanto alla repressione penale degli stessi ma alla prevenzione culturale e sociale di questi fenomeni, inserendo pene specifiche innanzitutto pecuniarie e in secondo luogo favorendo tutte le pene alternative utili affinchè chi produce crimini o discorsi d’odio possa conosere da vicino la realtà.

E’ necessario che l’Italia si doti di un osservatorio permanente, autorevole e indipendente per il monitoraggio di tale fenomeno. Così come crei una organizzazione indipendente, e con adeguati mezzi non solo economici e di personale ma anche poteri giuridici di intervento, che sappia superare la sia pur positiva, ma non sufficiente, esperienza dell’UNAR.

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