Ungheria, Europa Radicale e Certi Diritti: «L’abolizione delle norme anti-LGBTQ segna il ritorno dello Stato di diritto. Vittoria della mobilitazione civile»
Roma – 13 ottobre 2026 – Con 139 voti favorevoli e 51 contrari, il Parlamento ungherese ha approvato la cancellazione delle disposizioni anti-LGBTQ dalla legge del 2021 sulla tutela dei minori, voluta dall’ex premier Viktor Orbán. Si tratta della prima e significativa inversione di rotta legislativa dall’insediamento di Péter Magyar alla guida del Paese lo scorso maggio.
«Accogliamo con grande soddisfazione questo voto storico e ci congratuliamo con il Presidente Péter Magyar per questa netta e necessaria inversione di rotta», dichiarano in una nota congiunta i rappresentanti Chiara Squarcione (Presidente di Certi Diritti) e Federica Valcauda (Tesoriera di Europa Radicale)
«L’abrogazione di queste norme discriminatorie simboleggia finalmente il rientro dell’Ungheria nel perimetro della legalità e dello Stato di Diritto dell’Unione Europea, restituendo a Budapest il ruolo di partner affidabile e credibile nella tutela dei diritti civili e delle libertà fondamentali sul piano continentale».
«Ricordiamo con orgoglio che a marzo del 2025 siamo stati i primi a scendere in piazza a Milano all’indomani dell’approvazione delle misure anti-Pride», proseguono le esponenti delle due associazioni. «Subito dopo ci siamo recati direttamente a Budapest per disobbedire apertamente a una legge ingiusta, unendoci a migliaia di persone che hanno compiuto la medesima scelta di resistenza nonviolenta».
«I fatti di oggi dimostrano ancora una volta che la mobilitazione paga e che la tutela dei diritti civili resta l’unico e insostituibile metro con cui si misura la tenuta di una democrazia. Continueremo a vigilare affinché questo percorso di ripristino delle libertà prosegua fino in fondo», concludono Squarcione e Valcauda.