Oggi, in occasione della giornata internazionale di mobilitazione per mantenere alta l’attenzione sulla repressione delle organizzazioni LGBTI+ in Turchia, la consigliera regionale Vittoria Nallo ha depositato in Consiglio regionale del Piemonte una mozione contro la repressione delle organizzazioni LGBT+ e dei difensori dei diritti umani nel Paese. L’iniziativa si inserisce nella campagna promossa dall’Associazione Radicale Certi Diritti, che ha già ottenuto l’approvazione di una mozione in Lombardia il 6 ottobre e il sostegno del Comune di Cosenza.
La mozione prende le mosse dall’operazione di polizia «Ailem Güvende» («La mia famiglia è al sicuro»), condotta dalle autorità turche tra il 12 e il 13 settembre 2026 contro sette associazioni LGBT+ e due organizzazioni impegnate nel sostegno alle persone con HIV. Le operazioni hanno portato a perquisizioni, arresti e misure cautelari nei confronti di esponenti della società civile, attraverso l’applicazione di fattispecie penali come «oscenità» e «favoreggiamento alla prostituzione» ad attività ordinarie di consulenza legale, supporto psicologico e assistenza. Il documento chiede alla Giunta regionale piemontese di sollecitare formalmente il Governo italiano e il Ministero degli Affari Esteri affinché intervenga presso le autorità turche per garantire il pieno rispetto dello stato di diritto e mantenere una presenza costante di osservatori alle udienze processuali, in applicazione degli Orientamenti dell’Unione Europea sui Difensori dei Diritti Umani. La mozione chiede inoltre di attivare un canale di raccordo operativo con gli atenei piemontesi e la rete Scholars at Risk Italy, valutando forme di sostegno straordinario, borse di ricerca e disponibilità alloggiative nelle residenze Edisu per accogliere temporaneamente accademici, studenti e attivisti turchi colpiti dai provvedimenti. Infine, il testo invita a valutare il sostegno a progetti promossi da enti del Terzo Settore piemontese finalizzati al monitoraggio dei processi, all’assistenza legale e al supporto psicologico in favore delle vittime dell’operazione “Ailem Güvende”.
«Questa mozione affronta una questione di diritti umani fondamentali»,
dichiara la consigliera Vittoria Nallo, prima firmataria della mozione. «L’operazione condotta dalle autorità turche rappresenta una violazione grave della libertà di associazione e di espressione, tutelate dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Il Piemonte, attraverso le sue istituzioni, i suoi atenei e le sue reti di ricerca, ha la responsabilità di contribuire a proteggere chi è vittima di persecuzione. Con questa mozione chiediamo al Governo italiano di mantenere alta l’attenzione diplomatica e offriamo alle nostre università e alle nostre reti la possibilità di fare la loro parte attraverso forme concrete di accoglienza e sostegno», conclude Nallo.«I diritti umani sono universali oppure non sono diritti. Quanto sta accadendo in Turchia interpella le democrazie europee sul significato concreto dello Stato di diritto e sulla libertà della società civile», dichiara Chiara Squarcione, presidente dell’Associazione Radicale Certi Diritti. «L’approvazione in Lombardia, il sostegno del Comune di Cosenza e ora l’iniziativa in Piemonte mostrano che è possibile costruire convergenze istituzionali attorno alla difesa delle libertà fondamentali, al di là degli schieramenti. La credibilità delle istituzioni si misura anche dalla capacità di difendere i diritti quando farlo è politicamente più difficile», conclude Squarcione.
La mobilitazione prosegue su più livelli istituzionali. Oltre ai risultati già ottenuti a Cosenza e in Lombardia, contatti sono stati avviati anche a livello parlamentare, con l’interrogazione presentata al ministro degli Esteri Antonio Tajani per sollecitare iniziative diplomatiche a tutela delle persone arrestate e delle organizzazioni colpite. L’obiettivo è coordinare l’azione tra istituzioni locali e nazionali per garantire che la situazione in Turchia rimanga oggetto di attenzione costante e che si traducano in protezione concreta per chi è vittima di persecuzione.