Berlino non è sola. Certi Diritti davanti al Consolato tedesco: «La libertà non arretrerà davanti al terrorismo»
Milano, 3 agosto 2026 – Si è svolta ieri mattina davanti al Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania a Milano la manifestazione promossa dall’Associazione Radicale Certi Diritti per esprimere cordoglio e solidarietà dopo il vile attentato terroristico di matrice islamista che ha colpito il Christopher Street Day di Berlino, causando la morte di una donna e il ferimento di altre trentuno persone.
All’iniziativa ha preso parte il Console Generale Aggiunto della Repubblica Federale di Germania, dott. Jakob von Wagner, che ha portato il saluto delle istituzioni tedesche e ha scelto di rimanere per l’intera durata dell’iniziativa, partecipando al minuto di silenzio in memoria della vittima e in segno di vicinanza ai feriti, alle loro famiglie e alla comunità LGBTI+ tedesca.
Aprendo la manifestazione, il tesoriere di Certi Diritti Nicola Bertoglio ha ricordato il significato dell’iniziativa e la necessità di riaffermare, davanti alla violenza terroristica, i valori di libertà, democrazia e solidarietà europea.
«L’attacco di Berlino ha incrinato simbolicamente quell’arcobaleno che, ogni anno, milioni di persone portano con orgoglio nelle strade del mondo», ha dichiarato Bertoglio. «Ancora oggi troppi Stati perseguitano, criminalizzano o condannano le persone semplicemente per ciò che sono. E troppo spesso dimentichiamo che il Pride non è soltanto una festa: è nato come una protesta e continua a essere una richiesta di libertà per chi quella libertà ancora non ce l’ha.»
Nel suo intervento, la presidente di Certi Diritti Chiara Squarcione ha richiamato il significato della celebre dichiarazione pronunciata nel 2001 dall’allora sindaco-governatore di Berlino Klaus Wowereit – «Ich bin schwul, und das ist auch gut so» (“Sono gay. E va bene così”) – che ha dato nome all’iniziativa politica radicale, ricordando come quelle parole abbiano rappresentato una svolta nella storia dei diritti civili in Germania. «Oggi, dopo l’attentato di Berlino, quella frase torna a essere un atto di resistenza civile. Ogni aggressione contro una persona lgbti+ è un tentativo di negare la libertà e la cittadinanza di tutte e tutti.» Squarcione ha inoltre ribadito che la libertà delle persone lgbti+ è oggi minacciata da autoritarismi e fondamentalismi di diversa natura e che la risposta non può essere selettiva. «Chi difende i diritti umani ha il dovere della complessità prima ancora che quello della denuncia. Per questo respingiamo con la stessa fermezza chi costruisce capri espiatori e chi rifiuta di guardare la realtà. Una democrazia liberale combatte l’odio attraverso la conoscenza, la ricerca, la prevenzione e lo Stato di diritto.»
Nel corso della manifestazione sono intervenuti anche il vicepresidente di Certi Diritti e storico militante radicale per le libertà sessuali e i diritti lgbti+ Enzo Cucco, che ha ricordato come, fino all’attentato di Berlino, i Pride europei avessero rappresentato un caso pressoché unico nel panorama delle grandi manifestazioni politiche di massa: eventi che, pur dando voce a rivendicazioni politiche e civili, si erano sempre svolti senza attentati terroristici che provocassero vittime. L’attacco al Christopher Street Day di Berlino ha infranto questa eccezione storica, diventando il primo attentato contro un Pride europeo a causare una vittima mortale. Un fatto che, ha sottolineato Cucco, impone alle istituzioni democratiche e alla società civile di rafforzare il proprio impegno nella difesa della libertà, della sicurezza e del diritto di manifestare.
Il segretario di Certi Diritti Yuri Guaiana ha dato lettura del messaggio di solidarietà inviato da un’associazione lgbti+ tedesca aderente ai Lgbt+ Liberals of Europe, rete di cui Certi Diritti è membro fondatore, ribadendo l’importanza della cooperazione internazionale tra le organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani e della libertà, riaffermando che il terrorismo e l’odio non riusciranno a dividere una comunità europea unita nella difesa della democrazia e dell’uguaglianza.
Hanno inoltre preso la parola Alice Radaelli, presidente del CIG Arcigay Milano e Andrea Andreoli, membro del Consiglio Direttivo di Europa Radicale, che hanno sottolineato l’importanza di una riflessione politica in Italia sulla compressione degli spazi democratici e sulla necessità di ricordare che i diritti civili sono diritti universali e non materiale propagandistico per parti politiche diverse ma che non si attivano concretamente per sostenerli, difenderli, promuovendo una società forte, inclusiva e democratica. Hanno preso la parola poi Alessandro Litta Modignani di Ponte Atlantico, Rayhane Tabrizi del movimento Donna, Vita, Libertà, il giornalista e scrittore Nathan Greppi e l’attivista ucraina Kseniia Nemchynova, che hanno offerto testimonianze sui rischi rappresentati dai fondamentalismi, dalle guerre e dagli autoritarismi per le persone lgbti+ e per le libertà democratiche.
Alla manifestazione hanno partecipato anche rappresentanti di Azione, del Partito Liberaldemocratico e dell’UAAR.
Nel corso dell’iniziativa è stato richiamato il contenuto della mozione approvata dal XIX Congresso nazionale di Certi Diritti, che impegna l’associazione a contrastare la violenza contro le persone lgbti+ attraverso la raccolta rigorosa dei dati, la ricerca scientifica, la prevenzione e politiche pubbliche fondate sull’evidenza, respingendo tanto le generalizzazioni nei confronti di intere comunità quanto ogni reticenza nell’analizzare le diverse matrici dell’odio e della discriminazione.
Al termine del presidio i rappresentanti di Certi Diritti hanno consegnato al Console Generale Aggiunto Jakob von Wagner una lettera di cordoglio e un mazzo di fiori, quale segno di vicinanza alla vittima, ai feriti, alla comunità LGBTI+ tedesca e all’intero popolo tedesco.
«Berlino non è sola», ha concluso l’Associazione. «Di fronte al terrorismo e a ogni forma di fanatismo, continueremo a difendere l’universalità dei diritti umani, la libertà della persona e lo Stato di diritto. Perché la libertà non appartiene a una nazione, a una religione o a una cultura: appartiene a ogni essere umano.»
In allegato alcune immagini dell’iniziativa, opera di Lorenzo Ceva Valla.
