Diritti, libertà e spazio pubblico: un dialogo italo-olandese
Milano, Sala Alessi, Palazzo Marino — 26 giugno 2026

In occasione del Milano Pride 2026, venerdì 26 giugno si è tenuto alla Sala Alessi di Palazzo Marino il panel discussion “Diritti, libertà e spazio pubblico: un dialogo italo-olandese”, con una delegazione di Pride66, il network LGBTI di D66 — il partito di maggioranza relativa nei Paesi Bassi che ha espresso il primo Premier apertamente gay della storia olandese. Un’occasione rara per confrontarsi direttamente con chi sta scrivendo una pagina nuova per i diritti LGBTI ai massimi livelli istituzionali.

L’evento, organizzato dal gruppo consiliare del Comune di Milano “I Riformisti – Lavoriamo per Milano con Sala” in collaborazione con l’Associazione Radicale Certi Diritti e Pride66, ha riunito parlamentari ed esponenti politici liberali italiani e olandesi: Mpanzu Bamenga (D66), Lisa van Ginneken (D66), Flavia Di Gregorio (Azione), Ivan Scalfarotto (Italia Viva), Federica Valcauda (Europa Radicale) e Patrizia De Grazia (Radicali Italiani). I saluti istituzionali sono stati portati da Elena Lattuada, Delegata del Sindaco alle Pari Opportunità di Genere, e da Giulia Pastorella, capogruppo de I Riformisti – Lavoriamo per Milano con Sala.

Yuri Guaiana, segretario di Certi Diritti:
“Oggi abbiamo fatto qualcosa di politicamente significativo: abbiamo riunito in un’unica sala gran parte delle forze liberali italiane che fanno parte di Renew Europe per confrontarsi con D66, uno dei partiti più avanzati d’Europa sui diritti civili e membro dello stesso gruppo europeo. D66 è un partito di governo, che ha espresso il primo premier gay della storia olandese, e che da anni costruisce politiche concrete per le persone LGBTI. Condividere quelle buone pratiche, capire cosa ha funzionato nei Paesi Bassi e cosa può essere adattato al contesto italiano, è esattamente il lavoro che dobbiamo fare. I diritti LGBTI in Italia non avanzeranno per inerzia: avanzeranno se le forze liberali e riformiste impareranno a muoversi insieme, con una strategia comune a livello europeo”.

Giulia Pastorella, capogruppo I Riformisti — Azione:
“Quella per i diritti LGBTI è una battaglia che non va abbandonata, soprattutto quando al Governo ci sono forze che osteggiano il cambiamento. Il fatto che proposte come quella che ho depositato a inizio legislatura sul matrimonio egualitario siano ignorate dal parlamento, dimostra che è necessario che fare pressione internazionale perché si arrivi ad un’uniformità legislativa europea per fare in modo che tutti i cittadini dell’Unione possano godere degli stessi diritti”.

Ivan Scalfarotto, deputato — Italia Viva:
“L’Italia è l’unico paese dell’Europa occidentale senza matrimonio egualitario. Non è una questione ideologica: è una questione costituzionale. La legge dice che siamo tutti uguali davanti alla legge, eppure c’è qualcosa a cui le persone LGBT non possono accedere. Come Rosa Parks, che poteva salire sull’autobus ma non sedersi dove voleva: non era uguaglianza, era separazione. Oggi essere qui con D66 mi ricorda che altrove è possibile e che dobbiamo smetterla di combatterci tra noi o occuparci d’altro e concentrare tutte le energie sui diritti.”

Mpanzu Bamenga, deputato — D66, Paesi Bassi:
“Pride significa rivendicare la libertà di essere se stessi, di amare apertamente e di vivere con dignità. Nessuno dovrebbe dover nascondere la propria identità per essere accettato. Il Pride dovrebbe celebrarsi ogni giorno”.

Lisa van Ginneken, ex deputata — D66, Paesi Bassi:
“La resilienza sociale nasce dalla creatività di voci diverse. È proprio la loro unione a costruire il progresso”.

Flavia Di Gregorio — Azione:
“La strage di Mirko e di sua madre a Camaiore, insieme alle troppe minacce e aggressioni che ogni giorno colpiscono ragazze e ragazzi per il loro orientamento sessuale o la loro identità di genere, ci impone una riflessione seria. L’Italia continua a scontare gravi ritardi nella tutela dei diritti civili ed è oggi tra gli ultimi Paesi dell’Unione europea per la protezione delle persone LGBTQ+, risultando quinta dal fondo nella classifica di ILGA-Europe.
Troppo spesso la tutela dei diritti viene lasciata alle decisioni dei giudici invece che a leggi chiare. Abbiamo bisogno di un cambio di passo culturale e politico. Oggi, invece, si continua a considerare normale definire “non normale” una persona per il suo orientamento sessuale o la sua identità di genere. È questo il clima che alimenta discriminazione, paura e violenza. La situazione è grave e riguarda tutti: ognuno di noi ha la responsabilità di fare la propria parte, unendo le forze per costruire un Paese più giusto e più sicuro”.

Federica Valcauda — Europa Radicale:
”Oggi con gli esponenti del D66 abbiamo affrontato i nodi cruciali che toccano la vita reale delle persone e delle famiglie LGBTI. Come Europa Radicale, vogliamo ribadire un concetto fermo: i diritti civili non sono concessioni, ma pilastri fondamentali dello Stato di Diritto.
Il nostro impegno non si ferma alle parole. Continueremo a monitorare ogni singola violazione dello Stato di Diritti sui temi LGBTI, esattamente come abbiamo fatto in occasione del Budapest Pride. Per questo, continueremo a chiedere con forza alla Commissione Europea di intervenire tempestivamente se necessario, utilizzando tutti gli strumenti legislativi adeguati per garantire il rispetto dei trattati e della dignità umana in ogni Stato membro.
In questo percorso, il dialogo strategico e politico avviato con i colleghi olandesi del D66 rappresenta un momento fondamentale. Confrontarsi con la loro esperienza ci permette di comprendere non solo la gravità delle sfide attuali, ma soprattutto quali azioni concrete e urgenti dobbiamo mettere in campo nel nostro Paese per contrastare l’arretramento sui diritti.”

Patrizia De Grazia — Radicali Italiani:
“Voglio vivere in un Paese in cui qualunque essere umano possa essere libero di amare e di sposare chi desidera. Voglio vivere in un Paese in cui chiunque, di qualunque orientamento sessuale, possa scegliere di avere dei figli. Voglio vivere in un Paese in cui nessuno venga discriminato. Sembra una cosa banale, semplice, eppure questo non è il nostro Paese oggi, ma può diventarlo. Se c’è una cosa che abbiamo imparato è che i diritti non piovono dal cielo, nessuno ce li regala: sono una corsa a ostacoli faticosa e spesso frustrante. E ne vale sempre la pena. È compito soprattutto dei liberali italiani, e di tutta Europa, affrontare quella corsa e costruire quel Paese in cui vorremmo vivere”.

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