L’Italia agisca contro la legge anti-trans di Orban in Ungheria: lettera ai ministri Di Maio e Amendola

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Venerdì il termine per inviare alla Corte Costituzionale per un giudizio di legittimità il provvedimento contenuto in uno dei primi disegni di legge omnibus emanati dall’Orban plenipotenziario dell’Ungheria.

Bandiera transgender

Bandiera transgender

Abbiamo scritto ai ministri degli esteri e degli affari europei italiani, Luigi di Maio e Vincenzo Amendola, affinché avviino il prima possibile un contatto ufficiale con il presidente della repubblica Ungherese János Áder: siamo agli sgoccioli e scade venerdì il termine per inviare alla Corte Costituzionale per un giudizio di legittimità il provvedimento contenuto in uno dei primi disegni di legge omnibus emanati dall’Orban plenipotenziario dell’Ungheria. La norma contiene nei fatti il divieto di cambio anagrafico del sesso: attraverso il riconoscimento del solo sesso biologico attribuito alla nascita in base alle caratteristiche sessuali, la legislazione magiara compie un enorme passo indietro nel campo dei diritti delle persone transgender e intersex

Lo dicono Leonardo Monaco, Yuri Guaiana e Claudio Uberti dell’Associazione Radicale Certi Diritti. L’organizzazione ha aderito così alla mobilitazione proposta da Transgender Europe (TGEU), l’organizzazione ombrello che difende i diritti delle persone trans.

Il testo della lettera

Spett.li ministri Luigi Di Maio e Vincenzo Amendola,

Vi scriviamo a nome dell’Associazione Radicale Certi Diritti, per portare alla Vostra attenzione un disegno di legge che è stato approvato dal Parlamento ungherese il 19 maggio, in quanto non rispetta gli standard europei e internazionali sui diritti umani e viola il diritto alla vita privata e familiare. 

Martedì 31 marzo, il governo ungherese ha presentato un disegno di legge omnibus che modifica simultaneamente molte leggi e disposizioni. Una di queste riguarda il riconoscimento legale del genere per le persone trans. L’articolo 33 del disegno di legge propone di sostituire la parola “sesso” con la locuzione “sesso assegnato alla nascita” nel registro nazionale e sui documenti di identità. La conseguenza di questa modifica è che le persone trans e intersessuali non potranno in nessun caso ottenere il riconoscimento legale del loro sesso.

Questo disegno di legge non solo rappresenta un ostacolo per i diritti delle persone trans e intersessuali, ma le espone ad ulteriori discriminazioni e violenze in un ambiente già molto ostile. Inoltre, rappresenta un impedimento all’esercizio di ulteriori diritti come l’accesso alla salute, all’istruzione o al mercato del lavoro.

La Corte europea dei diritti umani (CEDU) ha stabilito un obbligo positivo per gli Stati europei di fornire un riconoscimento legale di genere nelle sentenze B c. Francia, 1992 e Christine Goodwin c. Regno Unito, 2002. Inoltre, la Corte europea dei diritti umani si è ripetutamente pronunciata sul riconoscimento dell’identità di genere come parte integrante dei diritti umani delle persone trans.

Anche la Corte costituzionale ungherese ha chiarito che il cambiamento di nome e di genere è un diritto fondamentale per le persone transgender nella sentenza 58/2001-XII. 7. Le organizzazioni trans e LGBTI in Ungheria considerano questa legge incostituzionale e hanno chiesto al presidente della Repubblica ungherese János Áder di inviare il disegno di legge alla Corte Costituzionale per la verifica preliminare di legittimità costituzionale.

Numerose istituzioni e organizzazioni si sono rivolte senza successo al governo e al Parlamento ungheresi. Tra esse il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, il Parlamento europeo.

Vi chiediamo di rivolgervi al presidente della Repubblica ungherese János Áder per esprimere la vostra preoccupazione e di incoraggiarlo a inviare il disegno di legge alla Corte Costituzionale per la verifica preliminare di legittimità costituzionale. 

Il rispetto dei diritti fondamentali e dei valori europei è una responsabilità condivisa. Ci aspettiamo che vogliate dare il Vostro contributo per garantire il riconoscimento dei diritti umani delle persone transessuali in Ungheria.

In attesa di un vostro cordiale riscontro, porgiamo i nostri più distinti saluti.

 

Leonardo Monaco

Segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti

 

Claudio Uberti

Tesoriere dell’Associazione Radicale Certi Diritti

 

Yuri Guaiana

Presidente dell’Associazione Radicale Certi Diritti

 

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