Russia, attivista Lgbt assassinata. Salvini si sente a casa?

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4619042_1351_d2b5666c15ab01cbf2d9b0ded00383a7Ieri il nostro ambasciatore a Kiev è stato convocato al Ministero degli Esteri ucraino per notificargli una protesta formale contro le affermazioni fatte da Matteo Salvini, in un’intervista al Washington Post, che aveva giudicato legittima l’annessione della Crimea da parte della Russia e ‘una falsa rivoluzione’ le manifestazioni di Euromaidan.

Oggi apprendiamo la triste notizia di un attivista per i diritti umani russa trucidata di fronte alla sua abitazione a San Pietroburgo.

Yelena Grigoryeva era attiva proprio contro la guerra del Donbass, in Ucraina orientale, e lottava, con i sui colleghi dell’Alliance of LGBT and heterosexuals for equality, anche per i diritti umani delle persone LGBTI in Russia.

“Mi trovo meglio a Mosca che nelle capitali europee”,  diceva Salvini di ritorno da uno dei suoi numerosi viaggi a Mosca. Un regime dove attivisti, oppositori e giornalisti vengono trucidati? Dove i dissidenti vengono incarcerati e il diritto internazionale costantemente violato, come con l’annessione della Crimea e con la legge contro la cosiddetta «propaganda omosessuale»? È questo il Paese dove il ministro degli Interni si trova meglio?

Come noi di Più Europa continuiamo a ripetere, il vero problema che abbiamo con la Russia è principalmente politico. E non riguarda solo la Lega, ma l’intero governo italiano”, conclude Guaiana.

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