Emma Bonino «Negoziare, non vietare – Vorrei che ciascuno avesse la libertà di decidere come vivere e quindi anche come morire»

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Style Magazine – Corriere della Sera
28 Apr 2015
Fabrizio Roncone

57 - Emma Libera

Emma Bonino, una delle figure politiche di maggior prestigio dell`età repubblicana.

Biografia maestosa: leggendaria esponente del Partito Radicale e poi commissario europeo, deputata, parlamentare a Strasburgo, due volte ministro a Palazzo Chigi, poi a Palazzo Madama. Negli anni, in molti, l`avrebbero voluta al Quirinale. Da qualche mese, nel suo guardaroba ha dovuto aggiungere un turbante.

Senatrice Bonino, lei sta affrontando un`esperienza molto dolorosa e, con il suo proverbiale coraggio, ha reso pubblico il suo tumore. Nonostante questo, non ha arretrato di un centimetro il fronte delle sue battaglie per i diritti civili del nostro Paese...

“Certamente no. Anzi, semmai, questa nuova sfida ha rafforzato convinzioni preesistenti sull`esercizio difficile della libertà nella responsabilità di ciascuno, su come vivere e quindi anche come morire, su come organizzare i propri rapporti affettivi, nella certezza profonda che regolamentare è meglio che proibire…”

Cominciamo dal «divorzio breve»: è una conquista?

“Se anche la Camera approverà, sarà un passo avanti per ridurre i tempi e i contenziosi. Noi Radicali da sempre abbiamo chiesto di fare come in buona parte d`Europa e del mondo: introdurre il divorzio diretto, senza l`obbligo di passare dalla separazione. Nel 2013 abbiamo anche proposto un referendum, ma i cittadini non sono stati informati. È questo l`ostacolo da rimuovere, se non vogliamo aspettare altri 45 anni.”

Il Pd ha provato a proporre l`adozione per i single. Quell`emendamento è stato però ritirato anche per evitare, sembra, che la norma potesse essere usata dalle coppie gay.

“Invece di avere una legge moderna, che avrebbe garantito a tutti e tutte la possibilità di adottare, si è preferita la solita posizione per non «favorire» le coppie dello stesso sesso. Qualcuno ci dovrà spiegare quale sia il nesso con i single, però!”

L`8 maggio è fissata la scadenza degli emendamenti al ddl Cirinnà sulle unioni civili. Le sembra una buona base di partenza? E, soprattutto, lei si fida di Matteo Renzi?

“Con l`associazione radicale ‘Certi diritti’ offriremo degli emendamenti migliorativi. Il testo è una buona base di partenza, ma l`Italia continua a mostrare tutta la sua arretratezza anche rispetto alla Slovenia, che è appena diventata il 13esimo Paese europeo ad approvare il matrimonio egualitario. Solo una riforma complessiva del diritto di famiglia, che apra a tutte e tutti il matrimonio civile e crei anche istituti più leggeri – come il testo Cirinnà in parte fa – può soddisfare la richiesta di parità delle coppie dello stesso sesso e dei loro figli. Quanto a Renzi: aveva già promesso di legiferare alcuni mesi fa…”

Lei, senatrice, sta rilanciano con forza anche una storica battaglia radicale: quella sull`eutanasia.

Con l`allungarsi delle speranze di vita diventa sempre più importante rimanere liberi di scegliere, per evitare inutili sofferenze. Mi batto con i radicali dell`Associazione Luca Coscioni per chiedere che il Parlamento finalmente discuta la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per l`eutanasia legale. L`abbiamo depositata un anno e mezzo fa, ma alla Camera non ne hanno ancora discusso. Come fu per l`aborto, vogliamo legalizzare per battere l`eutanasia clandestina. E, come per l`aborto, la gente è già d`accordo: il problema sono i partiti.”

Lei è stata ministro degli Esteri del governo Letta, quando l`Isis sembrava una realtà lontana…

“Per alcuni particolarmente distratti poteva apparire così, ma che l`Isis fosse super attivo dal 2006 è un fatto noto oggi come allora. Non è un mistero neppure che la sua crescita sia dovuta ai finanziamenti di alcuni Stati del Golfo, Arabia Saudita ed Emirati in testa. Come accadde negli anni Novanta per i Talebani, agli occhi di questi potenti attori regionali l`Isis è uno strumento di politica estera. Serve in funzione di contenimento dell`influenza iraniana in un`area a maggioranza sannita o in contrapposizione ai Fratelli musulmani. Salvo poi accorgersi che lo strumento è una minaccia anche per chi lo ha alimentato.”

L`Europa ha molti fronti aperti, manca però un’efficace posizione comune a tutti gli Stati membri.

“Sì, ciascuno Stato membro continua a perseguire interessi nazionali e a salvaguardare le proprie sfere d`influenza a discapito di una politica estera condivisa. Per questo avevo proposto la creazione di un Commissario al Mediterraneo, con mandato e strumenti adeguati a confrontarsi con le peculiarità delle singole realtà arabe.”

Lei ha insistito molto anche sulla necessità di un accordo nucleare con l`Iran: perché?

“Da ministro degli Esteri ho sempre sostenuto la necessità (e sono stata seguita da altri Paesi) di non arroccarci su posizioni ideologiche: meglio esplorare la via del dialogo. Dare una chance all`attuale leadership iraniana può metterci al riparo dal possibile ritorno dell`ala più oltranzista e oscurantista. Ci piaccia o no, l`Iran è un attore che
esiste e ha un suo peso affatto irrilevante.”

L`ultima domanda è sull`immigrazione: per l`Italia ancora un enorme problema. C`è una soluzione?

“Guardi, per non risponderle con slogan superficiali, servirebbe una nuova intervista…”

 

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