CERTI DIRITTI LANCIA OPERAZIONE TRASPARENZA SULLA DIRETTIVA ANTI-DISCRIMINAZIONI

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WIKI-RIGHTS: IL 10 DICEMBRE, GIORNATA MONDIALE DIRITTI UMANI, PUBBLICATI I DOCUMENTI RISERVATI DEL CONSIGLIO EUROPEO DELL’UE (L’ORGANISMO CHE RAPPRESENTA I GOVERNI) CHE PROVANO COME ALCUNI PAESI DELL’UE, CON ARGOMENTI FITTIZI, BLOCCHINO LA DIRETTIVA ANTIDISCRIMINAZIONI DELLA COMMISSIONE EUROPEA.

CERTI DIRITTI LANCIA OPERAZIONE TRASPARENZA SULLA DIRETTIVA UE BLOCCATA. CHIEDE AI GOVERNI ITALIANO, TEDESCO E CECO DI INTERROMPERE IL BOICOTTAGGIO.

Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti:

Bruxelles – Roma,  dicembre 2010

Il 10 dicembre 2010, in occasione della Giornata mondiale per i Diritti Umani, l’Associazione Radicale Certi Diritti lancia l’”operazione trasparenza” sulla direttiva anti-discriminazioni proposta dalla Commissione Europea  nel 2008, pubblicando sul suo sito tutti i documenti del Consiglio di cui siamo venuti in possesso e che rivelano l’opposizione costante e pretestuosa di alcuni Governi, in particolare di quello italiano, tedesco e ceco, rispetto all’eguaglianza dei cittadini senza discriminazione, con l’obiettivo di tenere bloccata tale Direttiva.

La direttiva anti-discriminazioni, se approvata, permetterebbe di allargare la lotta contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, sull’età, sulla religione e sulla disabilità dal solo campo del lavoro (già coperto dalla direttiva in vigore 200/78/CE) anche ai campi della sicurezza sociale, dell’educazione, dell’accesso ai beni e servizi, includendo l’accesso all’abitazione ed alla casa.

In occasione della discussione sulla situazione della Direttiva nel Consiglio, svoltasi al Parlamento Europeo, in  Commissione Libertà Pubbliche  lo scorso 30 novembre, la Presidenza belga ha affermato che numerosi Stati membri hanno sollevato costantemente veti ed obiezioni in merito al presunto non rispetto dei principi di sussidiarietà, proporzionalità e sicurezza giuridica; si tratta ovviamente di pretesti politici per bloccare la Direttiva.

La presidenza belga, visto il blocco politico, ha lavorato sugli aspetti tecnici (in particolare la questione servizi finanziari ed età; handicap ed accesso all’edilizia; privacy e divieto di discriminazione nell’affitto di stanze in abitazioni private), al fine di spianare la strada rispetto ad una futura -sebbene difficile – approvazione.

La Commissaria Reding, in rappresentanza della Commissione Europea, ha tenuto incontri con i Governi nazionali sperando di sbloccare la situazione, senza successo. Per la Commissione Europea  rimane importante assicurare che la direttiva non sia smembrata in 4 direttive distinte (sulla religione, sull’orientamento sessuale, sull’età e sulla disabilità).

I deputati europei intervenuti hanno contestato la mancanza di volontà politica dei Governi al riguardo, hanno biasimato l’opposizione della Germania, dell’Italia e della Repubblica Ceca, la permanenza delle discriminazioni nell’accesso alle abitazione private, l’erosione dei contenuti della direttiva in generale. L’Agenzia europea per i diritti fondamentali, presentando il suo rapporto sull’omofobia, ha sostenuto la necessità di adottare la direttiva e di promuovere cosi l’eguaglianza.

L’Associazione Radicale Certi Diritti ha così deciso di rendere pubblici e pubblicare per la prima volta (www.certidiritti.it/wiki-rights.html), oltre 70 file del Consiglio Europeo dell’UE, indirizzati al Working Party on Social Question, dove sono documentate per iscritto le proposte e le obiezioni, anche quelle fittizie, dei vari Stati membri rispetto alla Direttiva della Commissione

L’appello che facciamo a tutti le Associazioni, che in Europa si battono per i diritti civili e umani, è quello di promuovere una serie di iniziative al fine di dare un contributo allo sblocco della Direttiva. In Italia verrà quanto prima depositata dai deputati radicali, primi firmatari Matteo Mecacci e Rita Bernardini, una interrogazione parlamentare sulla vicenda, per chiedere conferma e ragione della posizione del governo italiano contro tale Direttiva.

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