COMMEMORAZIONI del XX SETTEMBRE

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Comunicato stampa dei Radicali: IN CAMPIDOGLIO DONEREMO AI RELATORI DEL CONVEGNO RIABILITATIVO SU PIO IX IL LIBRO DI ERNESTO ROSSI ‘IL SILLABO E DOPO’. Roma, 17 settembre 2010 Domani, sabato 18 settembre, Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani e Sergio Rovasio, Segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, si recheranno in Campidoglio alle ore 10 per donare ai relatori del Convegno riabilitativo di Pio IX una copia del libro di Ernesto Rossi ‘Il Sillabo e dopo’.

Il Convegno riabilitativo di Pio IX, promosso dal Comune di Roma insieme al Vaticano, si aprirà alle ore 10,30 presso la Sala della Protomoteca del Comune in Piazza del Campidoglio. E’ certamente opportuno ricordare che Ernesto Rossi fu condannato dal Tribunale Speciale del regime fascista a venti anni di carcere, nove dei quali furono scontati nelle ‘patrie galere’ di quello stesso regime che restituì al papato, con i Patti Lateranensi, un regno e il conseguente potere temporale.

Il Sillabo e dopo, di ERNESTO ROSSI, edizioni Kaos Questo libro documenta un secolo di dogmi contrari a tutte le libertà: dal Sillabo di Pio IX del dicembre 1864 (nel Sillabo sono condannati il liberalismo della seconda metà dell’Ottocento, le vecchie eresie riproposte nelle idee del tempo, l’ateismo, il comunismo, il socialismo, l’indifferentismo ed altre proposizioni relative alla Chiesa ed alla società civile (tra cui il matrimonio civile) fino all’enciclica Ecclesiam suam di Paolo VI (agosto 1964), raccoglie una polemica antologia di documenti papali avversi alle “libertà moderne”.

Ernesto Rossi, 8 dicembre 1964: «Io appartengo alla sparutissima schiera di coloro che credono ancora sia dovere di ogni uomo civile prendere la difesa dello Stato laico contro le ingerenze della Chiesa in Parlamento, nella scuola, nella pubblica amministrazione, e ritengono che quest’obiettivo sia, nel nostro paese, più importante di qualsiasi altro – politico, giuridico o economico – in quanto il suo conseguimento costituirebbe la premessa indispensabile per qualsiasi seria riforma di struttura: io sono, cioè, sulle posizioni di quello che la maggior parte degli esponenti della nostra sinistra democratica oggi definisce “vieto anticlericalismo” e “pregiudizio piccolo-borghese”.»

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