21 NOVEMBRE, PRESENTAZIONE LIBRO A CURA DI FRANCESCO BILOTTA

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Questo è il testo usato da Clara Comelli, presidente dell’Associazione Radicale Certi Diritti per presentare il libro dell’avvocato Francesco Bilotta

 

Questa sera l´associazione certi diritti è qui per presentare un libro ricchissimo di spunti per analizzare in maniera approfondita la questione della regolamentazione delle unioni tra persone dello stesso sesso. Questo libro ci propone una visione che valica i confini nazionali, mostrandoci la realtà di altri paesi su questo argomento , ma soprattutto propone implicitamente, con l´analisi di altri  ordinamenti , una riflessione sul ruolo che la giustizia può, anzi deve, giocare per garantire il rispetto dei dettami costituzionali.

E´ ovvio che accanto al potere giudiziario pari dignità si riconosce al potere legislativo. Ma in questa sede parleremo del secondo in funzione del primo, accantonando o soltanto sfiorando  le dinamiche politiche per concentrarci appunto su di un aspetto meramente giuridico.
Lo facciamo per spiegare quanto è importante per l´associazione certi diritti presentare il libro di questa sera. Per capire la valenza dell´azione  che abbiamo deciso di intraprendere e cioè quella di affermazione civile che altro non è che l´azione di un singolo che si rivolge al giudice per vedersi riconosciuto un diritto che esso ritiene gli sia negato. Nel nostro caso il diritto a sposarsi, a contrarre matrimonio civile.
Naturalmente questa azione ha una grande importanza politica nell´accezione più alta di questa parola , ma cercheremo di restare in un ambito più prettamente tecnico anche considerati gli ospiti di questa sera.
Per entrare subito nel vivo della discussione partirò da una considerazione riportata nell´ultimo capitolo in maniera più evidente che nel resto degli scritti.
Questa considerazione scaturisce dall´articolo 3 della costituzione il quale afferma che tutti i cittadini sono uguali, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali e che la repubblica deve consentire il pieno sviluppo della loro personalità, rimuovendo gli ostacoli che impediscono libertà ed eguaglianza.
Tra l´altro questo articolo , è bene ricordarlo , è tra i primi 12, quelli cioè considerati principi fondamentali della nostra repubblica.
E´ palese quindi che agli omosessuali non siano riconosciuti i medesimi diritti degli altri cittadini. Infatti non possono realizzare la propria personalità attraverso un rapporto di coppia, con le medesime connotazioni ed il riconoscimento pubblico di cui possono beneficiare tutti gli altri.
Il magistrato Bruno De Filippis che ha redatto questo capitolo conclude scrivendo  “l´istituzione del matrimonio per le persone dello stesso sesso riaffermerebbe tra l´altro la laicità dello stato sottolineando ulteriormente l´indipendenza del diritto civile da quello canonico “.
Fatta questa doverosa premessa che tristemente ci riporta alla realtà italiana, dove non esistono forme legali di tutela delle unioni omosessuali, cerchiamo appunto di capire cosa è successo nei paesi dove invece,  con  diversi livelli di tutela , queste leggi esistono e soprattutto come, volenti o nolenti, i nostri giudici e ovviamente anche i nostri legislatori dovranno sempre più spesso confrontarsi con la questione delle unioni omosessuali.
Il libro ci viene in aiuto proponendo scritti di diversi autori, ognuno relativo  alla propria competenza.
Si inizia quindi con un rapido excursus storico, dall´antichità ai giorni nostri, sul significato dell´omosessualità  nei vari periodi storici. Si fa menzione delle condanne a morte per sodomia, dell´uso della garrotta ma si analizza anche il significato di quello che più semplicemente è stato il comportamento “adottato” dal potere per “arginare” il fenomeno omosessualità e cioè il silenzio.
Le cose spesso quando non si vuole conoscerle o riconoscerle basta non menzionarle.
Dopo la panoramica storica ci viene presentata un´analisi sociologica secondo la quale il
modello di coppia che si  sta affermando oggi  è quello della relazione simmetrica in cui regole e ruoli non sono definiti in base a modelli predeterminati ma che sono negoziati dai partner stessi. In questo senso la coppia omosessuale offre degli ottimi spunti perché viene vista come un ideale egualitario che mette in discussione il modello di coppia fondato sulla forte differenziazione dei ruoli di genere.
E poi ci suggerisce che l´instabilità che caratterizza oggi le relazioni di coppia non sarebbe tanto  dovuta alle basse aspettative che vi si ripongono ma all´opposto alle richieste di autenticità e soddisfazione di cui sono investite. Pensiamo che nemmeno le coppie di fatto hanno uno straccio di legge .Se in più sono  coppie omosessuali  un   discorso di legittimazione sociale sembra ancora più difficile da raggiungere. Eppure bisogna riflettere su quanto il matrimonio è  fonte di riconoscimento sociale e giuridico della coabitazione e della procreazione. Più avanti si sottolinea anche l´importanza di poter scegliere tra forme di unione diverse. Lasciare la libertà alle persone di stabilire il grado “di vincolo” che si vuole dare alla relazione.
E sottolineerei l´importanza della scelta, quanto le scelte abbiano il potere di responsabilizzare sia chi le agisce che  chi , indirettamente , le subisce.
Nella seconda parte del libro ci si addentra invece nei diversi ordinamenti. Quello in vigore negli stati uniti dove in alcuni stati si è deciso di aprire l´istituto giuridico del matrimonio anche alle persone omosessuali. Questo è stato possibile grazie ad una serie di cause e di sentenze che hanno deciso di aderire appieno ai principi dei padri costituenti di uguaglianza dei cittadini. O come in Canada dove la cosiddetta prassi mista , cioè un lavoro combinato di sentenze legali e provvedimenti legislativi, ha permesso di conferire lo status del matrimonio agli omosessuali.
Certo va sottolineato che gli ordinamenti elencati si reggono sulla common law a differenza della maggioranza dei paesi europei dove è in vigore invece la civil law.
E che quindi i processi di cambiamento sono stati facilitati da una serie di sentenze che gioco forza hanno stabilito regole. Ma la situazione per i paesi di civil law in questo senso non può considerarsi molto difforme laddove appunto c´è un vuoto legislativo o una carenza di rispetto della Costituzione.
Poi lo sguardo si sofferma sulla situazione europea.
Necessariamente uno sguardo di insieme evidenzia immediatamente la ricchezza di scelea optata dai vari ordinamenti dei vari paesi membri e le difficoltà che sorgono in ordine al rispetto del principio della libera circolazione degli abitanti.
Un continente quale è l´Europa offre una varietà notevole di diverse forme di regolamentazione.
Gli esempi più eccellenti di leggi in favore delle unioni omosessuali sono la Danimarca (primo paese al mondo ad aver introdotto una legge che consente la registrazione del contratto di unione.)Altri paesi dell´area scandinava hanno poi seguito, essendo stati influenzati dalla Danimarca, questo esempio. Poi esistono paesi come l´ Olanda, la Spagna e il Belgio dove l´istituto del matrimonio è stato reso accessibile agli omosessuali modificando anche soltanto articoli del codice civile. Poi paesi come la Germania, il Regno Unito e la Francia con i pacs. Tutti paesi che hanno istituito forme giuridiche simili al matrimonio. Quasi in maniera omogenea i diritti garantiti sono simili a quelli della forma più autorevole e richiedono comunque requisiti simili per accedere alla forma di tutela prescelta.
A sovrastare i singoli ordinamenti c´è poi la Carta europea dei diritti che si è sviluppata nel corso degli anni in una forma sempre più neutrale rispetto al diritto di famiglia. Senza  menzionare il sesso dei coniugi ed evitando quindi di doverli identificare necessariamente in un uomo e una donna.E lasciando quindi in ultima analisi alla discrezionalità di vari paesi membri di adottare la legislazione più idonea, fermo restando il principio di non discriminazione in base all´orientamento sessuale. E proprio grazie a questa affermazione  e alle misure in tema di giustizia e libertà che necessariamente come si diceva prima, sempre più spesso dovranno essere affrontate situazioni relative ad esempio al ricongiungimento familiare,al permesso di soggiorno per i familiari, alla portabilità dello status, alle questioni patrimoniali relative ad un´unione registrata in un paese che deve essere rispettata in qualsiasi altro paese europeo il cittadino voglia trasferirsi.
Sempre più spesso cittadini italiani scelgono altre destinazioni per legittimare la loro relazione ma sempre più spesso presumibilmente accadrà  che gli stessi vogliano tornare nel loro paese d´origine richiedendo quindi il riconoscimento dell´atto registrato all´estero.
Dalla situazione europea si passa infine a quella italiana e dopo un´attenta disanima dell´art. 29 della costituzione  e del suo essere stato troppo spesso preso a pretesto come ostacolo per i matrimoni omosessuali, si analizza invece più pacatamente e più ragionevolmente sul vero significato di questo articolo che riconosce diritti alla famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Un´analisi è anche rivolta all´assenza nel nostro codice civile di norme che vietino l´unione tra persone dello stesso sesso.
Da ultimo poi una carellata su quelle che sono state le proposte di legge nelle scorse legislature e l´elenco dei motivi che depongono a favore di una sollecita promozione di una legge che tuteli le unioni omosessuali.

Concludo con una frase del giurista romano Domizio Ulpiano :
La giustizia consiste nella costante e perpetua volontà di attribuire a ciascuno il suo diritto. Le regole del diritto sono queste: vivere onestamente, non recare danno ad altri, attribuire a ciascuno il suo.

 

 

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