Mozione particolare sulle elezioni europee del 2019 approvata dal XII Congresso

Il XII Congresso dell’Associazione Radicale Certi Diritti, riunitosi a Milano dal 23 al 25 novembre 2018, adotta la seguente posizione e individua le seguenti priorità per le elezioni europee del 2019, impegnando gli organi dirigenti a intraprendere le azioni necessarie per porle al centro della campagna elettorale.

Ai diritti civili e umani delle persone LGBTI serve una voce forte in Europa

Con le elezioni europee di maggio, verrà anche deciso quale contributo l’Unione Europea darà a un’Europa senza discriminazioni e a una vita con pari diritti per le persone lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersex. Sarà anche deciso se il Parlamento Europeo si limiterà a osservare passivamente le violazioni dei diritti umani e civili – come sta già accadendo in parte dell’Europa, in Africa, in Asia e in Sud America – o se ci sarà un forte gruppo di liberali che alzeranno la voce e contribuiranno a cambiare le cose.

In quanto radicali, riconosciamo l’universalità dei diritti umani e rifiutiamo ogni tentativo di relativizzarli secondo le tradizioni nazionali o in ogni altri modo. Siamo contro ogni tipo di discriminazione basata su sesso, origini etniche, credo religioso, disabilità, età, orientamento sessuale, identità di genere e caratteristiche sessuali.

Le aggressioni e le discriminazioni ai danni di altri esseri umani costituiscono sempre attacchi alla libertà dell’intera società. Per questo noi vogliamo che la politica estera e le politiche di cooperazione internazionale e sviluppo dell’Unione Europea si oppongano chiaramente a ogni forma di discriminazione basata su sesso, origini etniche, credo religioso, disabilità, età, orientamento sessuale, identità di genere e caratteristiche sessuali. Riteniamo che l’Unione Europea debba impegnarsi per la decriminalizzazione dell’omosessualità in tutto il mondo e che la cooperazione allo sviluppo venga valutata criticamente per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani.

Il diritto alla libertà di parola e di associazione, il diritti alla vita famigliare e il diritto alla libertà di movimento e circolazione sono diritti fondamentali, validi per tutti i cittadini dell’Unione Europea. Sono pertanto validi anche per le persone lesbiche, gay, bisessuali, trans, intersessuali e per le loro famiglie. Perciò l’Unione Europea deve assicurare che anche le persone LGBTI possano manifestare liberamente e in sicurezza. Non possono, inoltre, essere tollerate limitazioni all’informazione sulla vita delle persone LGBTI e alla loro libertà di espressione nell’Unione Europea, giacché le società libere dipendono dai cittadini informati.

Chiunque sia legalmente sposato, secondo le leggi di uno Stato membro dell’Unione Europea, deve essere pienamente riconosciuto come coniuge in tutti gli Stati membri dell’Unione – non solo per quanto riguarda il diritto di residenza del coniuge extra-UE, ma sotto tutti gli aspetti. Lo stesso deve valere per il riconoscimento delle unioni civili e per i diritti e i doveri che le persone unite civilmente hanno nei rispettivi Paesi.

L’Unione Europea deve essere uno spazio dove le discriminazioni basate su sesso, origini etniche, credo religioso, disabilità, età, orientamento sessuale, identità di genere e caratteristiche sessuali sono totalmente escluse e dove lo Stato di Diritto e i diritti fondamentali, compresa la piena libertà di operare per le associazioni a difesa dei diritti umani, sono pienamente rispettati.

L’Unione Europea deve varare una direttiva quadro contro le discriminazione e per le pari opportunità per tutte e tutti che comprenda esplicitamente l’orientamento sessuale, l’identità di genere e le caratteristiche sessuali, che sia applicabile in tutta l’Unione Europea e che sia inclusa tra le condizione da rispettare per i Paesi terzi che abbiano accordi di associazione con l’Unione Europea. Tra le condizioni da rispettare per i Paesi candidati ad entrare a far parte dell’UE dev’esserci anche il pieno rispetto dei diritti umani e civili delle persone LGBTI.

 

Le istituzioni europee devono continuare ad avere un ruolo di leadership nella difesa dei diritti umani delle persone LGBTI in tempi critici come questi, quando vengono messi in discussione sia dentro, sia fuori dei confini dell’Unione Europea. L’UE dev’essere leader nella promozione dei diritti umani delle persone LGBTI adottando una specifica strategia quadro per i diritti delle persone LGBTI. Occorre coerenza nell’impegno dell’Unione Europea per i diritti umani delle persone LGBTI all’interno e all’esterno dei suoi confini, così come occorre includere il rispetto dei diritti civili ed umani dei cittadini LGBTI in tutto il processo di policy-making dell’UE.

 

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