Inaugurazione della mostra degli artisti LGBTI russi presso il “Padiglione del (Dis)senso”
Il giorno 7 luglio alle ore 18 abbiamo inaugurato il Padiglione del (Dis)senso, uno spazio indipendente nato per affermare che non esiste libertà artistica senza libertà di espressione.
Promosso da Memorial Italia e Arts Against Aggression, su iniziativa dell’artista Katia Margolis, il Padiglione riunisce oltre sessanta artisti, curatori, ex prigionieri politici e attivisti provenienti da tutta Europa e dall’Ucraina, raccogliendo l’eredità della storica Biennale del Dissenso del 1977.
Per Certi Diritti è un onore farne parte con “A little Untitled Queer Art Project”, lo spazio curato dal nostro Tesoriere Nicola Bertoglio e dedicato agli artisti LGBTI e ai dissidenti politici russi costretti all’esilio.
La mostra presenta le opere di Angel Uliyanov, Boginya Von Art, Lev Nikitin, Party of the Dead, artiste e artisti che continuano a creare nonostante censura, persecuzioni ed esilio. Le loro opere raccontano identità, memoria, libertà e resistenza.
Questo progetto nasce anche dalla mobilitazione del 9 maggio 2026, quando ai Giardini della Biennale abbiamo organizzato la Biennale del Dissenso contro la partecipazione ufficiale della Russia alla Biennale di Venezia. Le opere oggi esposte furono allora indossate dai manifestanti, trasformandosi in strumenti di protesta nonviolenta.
Durante l’inaugurazione Nicola Bertoglio ha ricordato una storia che attraversa tre generazioni di attivismo radicale: Angelo Pezzana, arrestato a Mosca nel 1977; Enzo Francone, arrestato nella Piazza Rossa nel 1980; e Yuri Guaiana, arrestato nel 2017 mentre consegnava oltre due milioni di firme contro le persecuzioni delle persone LGBTI in Cecenia.
Tre episodi, un unico messaggio: i diritti umani non conoscono confini e il silenzio non è un’opzione.
Lo spazio è dedicato agli artisti LGBTI e ai dissidenti russi che hanno scelto di non rinunciare alla propria libertà, ed è un omaggio alla memoria di Semen Skrepetsky (Robert Kuzovkov) e di tutte le persone perseguitate per ciò che sono, per ciò che pensano e per ciò che creano.
