Giorno della Memoria, a Milano un incontro su Shoah, triangoli rosa e nuova propaganda
Certi Diritti: “La memoria delle persecuzioni nazifasciste è un presidio contro ogni forma di propaganda e di discriminazione”
Milano, 8 febbraio 2026 – In occasione del Giorno della Memoria, la Casa dei Diritti di Milano ospita oggi l’incontro pubblico “Il Giorno della Memoria oggi – Triangoli rosa, Shoah e nuova propaganda”, promosso da Keshet Italia, con il patrocinio del Memoriale della Shoah e del CDEC – Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea.
L’iniziativa nasce dalla necessità di mantenere viva una memoria storica rigorosa sulle persecuzioni nazifasciste e, al tempo stesso, di interrogarsi sulle modalità con cui la memoria della Shoah viene oggi utilizzata, manipolata o distorta all’interno della propaganda contemporanea.
Al centro dell’incontro vi è il lavoro svolto da Keshet Italia sui triangoli rosa, simbolo della persecuzione delle persone omosessuali sotto il nazismo, e più in generale la necessità di ricostruire una memoria capace di riconoscere le diverse forme di persecuzione senza creare gerarchie o contrapposizioni tra le vittime.
Le persecuzioni delle persone LGBTQIA+, così come quelle contro rom e sinti, persone con disabilità, Testimoni di Geova e altre minoranze, saranno affrontate all’interno di una lettura complessiva dei meccanismi attraverso i quali i regimi totalitari hanno perseguitato e cercato di eliminare le persone considerate “non conformi”.
“Ricordare significa anche comprendere i meccanismi che hanno reso possibili le persecuzioni – sottolinea Certi Diritti –. La memoria non può essere trasformata in uno strumento di competizione tra vittime, né può essere piegata alle esigenze della propaganda. Il Giorno della Memoria deve continuare a rappresentare un momento di conoscenza, consapevolezza e vigilanza democratica”.
Una parte importante del confronto è dedicata al linguaggio della propaganda, alla manipolazione dei significati storici e all’utilizzo di termini e categorie capaci di alterare la percezione degli eventi. Un fenomeno particolarmente evidente nel dibattito politico contemporaneo, dove il ricorso improprio a riferimenti al nazismo, la contrapposizione artificiale tra persecuzioni e l’utilizzo di un linguaggio volutamente ambiguo possono contribuire a relativizzare o distorcere la memoria storica.
L’incontro affronta inoltre il tema della propaganda di matrice russa, analizzandone alcune radici storiche nell’antisemitismo russo-sovietico e le sue attuali declinazioni, anche attraverso la diffusione di messaggi omo-bi-transfobici.
“Il linguaggio non è mai neutrale – osserva Certi Diritti –. Può contribuire a costruire consapevolezza e conoscenza, ma può anche diventare uno strumento di manipolazione. Per questo è necessario riconoscere e contrastare quei processi attraverso i quali la storia viene riscritta, semplificata o utilizzata per alimentare nuove contrapposizioni”.
Intervengono Raffaele Sabbadini, presidente di Keshet Italia, sul tema delle persecuzioni nazifasciste delle persone LGBTQIA+; Alessandro Vitale, dell’Università Statale di Milano, e Roberto D’Amico, attivista e membro della Collettiva Shani, sui temi della propaganda contemporanea e delle sue radici.
I saluti iniziali sono affidati a Emanuele Fiano. La moderazione dell’incontro è curata da Nicola Bertoglio di Certi Diritti e Federica Valcauda di EuropaRadicale.
Per Certi Diritti, partecipare a questo confronto significa riaffermare il valore della memoria come elemento essenziale della cultura democratica e della difesa dei diritti umani.
“Conoscere le persecuzioni del passato significa anche imparare a riconoscere nel presente i meccanismi di esclusione, disumanizzazione e discriminazione. La memoria è davvero viva solo quando ci aiuta a leggere il presente e a impedire che gli stessi meccanismi possano ripetersi”.
