CERTI DIRITTI/UNIONI OMOSESSUALI: NUOVA SERIE DI RICORSI A STRASBURGO

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Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti.

Roma, 23 dicembre 2015

L’Associazione Radicale Certi Diritti comunica la trasmissione alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del primo di un gruppo di ricorsi contro l’Italia causati dalla perdurante assenza di ogni forma di riconoscimento delle unioni omosessuali.

 

A cinque mesi dalla conclusione della mobilitazione dell’Associazione Radicale Certi Diritti con la storica sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani che condanna l’Italia in quanto non riconosce alle coppie dello stesso sesso il diritto umano fondamentale alla vita famigliare, lo Stato italiano continua a violare l’art. 8 della Convenzione europea per i diritti umani. Fino a che il Parlamento non rimedierà, ogni coppia potrà chiedere alla Corte di Strasburgo che l’Italia sia condannata e ottenere un congruo risarcimento.

 

«Grazie a Ottavio Marzocchi, già presidente dell’Associazione Radicale Certi Diritti, e Joaquim Nogueroles Garcia, nonché all’avvocato Alexander Schuster, apriamo la strada alle famiglie, a tutte le associazioni LGBTI e agli avvocati che vorranno dare corpo a una sorta di ricorso collettivo per il riconoscimento del diritto alla vita famigliare per tutte e tutti», dice Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti. «Man mano che i ricorsi aumenteranno, il colpevole immobilismo del Parlamento Italiano avrà un costo sempre maggiore. Il conto alla rovescia è cominciato», conclude Guaiana.

 

Ottavio Marzocchi e Joaquim Nogueroles Garcia si conoscono da oltre otto anni. Convivono da sette e nel 2011 hanno contratto matrimonio in Spagna. Il 28 agosto 2011 hanno chiesto al Comune di Bologna di essere considerati coniugi. Questo si rifiutò perché la legislazione italiana non ammette il matrimonio tra persone dello stesso sesso, conseguentemente non riconosce la validità di quello celebrato all’estero. Entrambi lavorano per le istituzioni europee, dove sono riconosciuti come coppia coniugata. Così anche in Spagna, Paese di origine del marito di Ottavio Marzocchi, e in Belgio, dove vivono entrambi.

 

«Il nostro ricorso mira a fare prevalere la forza dell’amore, della libertà, della razionalità, l’Europa dei diritti e della certezza del diritto, contro l’odio, la violenza, il fondamentalismo religioso, l’Europa dei populismi demagogici… Ci auguriamo che la nostra lotta faccia fare un ulteriore passo di civiltà – ed amore – all’Italia ed all’Europa», spiegano infine Ottavio Marzocchi e Joaquim Nogueroles Garcia.

 

«Questo è il primo di una serie di ricorsi che saranno depositati nelle prossime settimane. Sono già decine le coppie che si sono affidate allo studio Schuster, spesso d’intesa con le associazioni LGBTI di cui fanno parte. Sono lieto che il primo caso veda protagonista Ottavio Marzocchi, figura storica del movimento radicale e persona impegnata da decenni della difesa dei diritti umani», afferma l’avvocato Alexander Schuster, che ha ottenuto la storica sentenza Oliari c. Italia. «Ogni giorno di ritardo significa nuovi ricorsi avanti alla Corte di Strasburgo e tale situazione perdurerà fino a che il Parlamento non approverà una legge che porti il Paese a uscire da quell’isolamento europeo in cui inspiegabilmente ci troviamo», conclude Schuster.

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