ESCLUDERE GLI OMOSESSUALI DALLE DONAZIONI DI SANGUE NON È GIUSTIFICABILE.

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sangue-1Oggi, l’avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, l’Italiano Paolo Mengozzi, ha reso pubblico il suo parere in merito alla causa C-528/13, Goeffrey Léger / Ministre des affaires sociales et de la santé e Établissement français du sang. Nelle sue conclusioni odierne, l’avvocato generale Paolo Mengozzi considera che il solo fatto che un uomo abbia avuto o abbia rapporti sessuali con un altro uomo non costituisce, ai sensi della direttiva, un «comportamento sessuale» che giustifichi l’esclusione permanente di detto uomo dalla donazione di sangue.

Molti paesi europei vietano ancora a gay, bisessuali e uomini che fanno sesso con altri uomini di donare il sangue per quello che sono o fanno, non per le abitudini e le pratiche sessuali dell’individuo interessato, cioè le condizioni concrete nelle quali i rapporti sessuali si realizzano.

In Italia, il ministro della Sanità, Umberto Veronesi, aveva firmato nel 2000 un decreto che modificava le norme in vigore, introdotte nel 1991 dall’allora ministro Francesco De Lorenzo, per evitare la diffusione dell’Aids tramite trasfusioni o trapianti. Da allora donare il sangue è vietato solo a chi adotti “comportamenti sessuali a rischio” essendo stata superata, formalmente, la concezione per “categorie” che vedeva gli omosessuali esclusi, in quanto tali, dalla possibilità di essere donatori. Tuttavia, nella prassi, gli operatori sanitari e gli enti coinvolti spesso impediscono agli omosessuali in quanto tali di donare il sangue.

Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, dichiara: «Accogliamo con grande favore questa opinione e le argomentazioni portate: speriamo che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si esprima di conseguenza. Quanto all’Italia siamo alle solite: le prassi di troppi ospedali, magari gestiti da gruppi economici d’ispirazione religiosa, impediscono la piena applicazione delle leggi per mere ragioni ideologiche che non trovano alcun fondamento scientifico né giuridico, come dimostra il parere dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ma che riducendo il numero di donatori di sangue e midollo, riducono anche le possibilità di salvare tante vite umane, con buona pace della retorica pro-life».

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