Prostituzione: la vera regolamentazione non è il referendum lombardo

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Oggi, il Comitato per i diritti civili delle prostitute e l’Associazione radicale certi diritti sono state audite dalla Commissione Affari Istituzionali della Regione Lombardia su richiesta della consigliera Paola Machi del movimento 5 Stelle e su invito del presidente Stefano Carugo.

Le due associazioni si sono espresse sul referendum per la parziale abrogazione della legge Merlin, esprimendo varie critiche nel metodo e nel merito. Le due associazioni ritengono che una vera riforma si ottenga attraverso una nuova legge che regolamenti la materia nell’ambito del diritto civile e del lavoro, non di quello penale.

Pia Covre, segretaria del Comitato per i diritti civili delle prostitute, dichiara: “le modifiche proposte sono talmente irrilevanti che non produrrebbero un sostanziale cambiamento e non offrirebbero nuovi strumenti di governo della situazione”.

Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione radicale certi diritti, dichiara: “un referendum che si limita a concedere di lavorare al chiuso per rimuovere i lavoratori e le lavoratrici del sesso dallo sguardo della società e non concede alcun diritto è inaccettabile”.

 

Per leggere il testo dell’intervento delle due Associazioni si segua questo link.

audizione__in_Regione_Lombardia_.pdf

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