Matrimonio per le coppie dello stesso sesso: il Parlamento è libero di decidere

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Appello al Parlamento di giuristi e docenti universitari sul matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Da anni la questione del matrimonio omosessuale occupa un posto rilevante nell’agenda politica. Ferma naturalmente la piena legittimità dei diversi orientamenti valoriali, e delle conseguenti opinioni sulle proposte legislative in discussione, riteniamo che debba esserci chiarezza in ordine ai precetti costituzionali che regolano il tema.

Com’è noto, più di un Giudice sottopose la normativa oggi vigente al vaglio della Corte Costituzionale, ritenendo discriminatoria l’esclusione del matrimonio in ragione del solo orientamento sessuale, e la questione fu decisa dalla Consulta con la sentenza 138 del 2010.

Il giudizio della Corte regolatrice fu che il riconoscimento – esplicitamente formulato – del valore costituzionale della formazione sociale costituita da persone del medesimo sesso non comportasse necessariamente il diritto al matrimonio, con espresso invito al legislatore a provvedere sul punto. Si deve purtroppo constatare come questo autorevole monito non sia stato ascoltato.

Se è dunque auspicio che la prossima legislatura affronti e decida la questione, dev’essere sottolineato che – secondo l’opinione pur restrittiva della Corte – il legislatore, nell’esercizio della sua discrezionalità, non è vincolato da un divieto della Carta costituzionale, che non prevede e non impone che il matrimonio sia riservato alle coppie eterosessuali.

Il fatto che sia stata esclusa la sussistenza di una discriminazione nell’attuale limitazione dell’accesso all’istituto matrimoniale non significa infatti che questa limitazione sia costituzionalmente obbligatoria ed ineludibile, posto che una previsione siffatta non c’ è nella nostra Costituzione (e infatti la stessa sentenza 138 non postula questo divieto).

Il Parlamento italiano discuterà dunque in piena libertà: il nostro auspicio è che pervenga alla decisione che garantisca la maggior libertà e la più forte inclusività sociale per tutti i cittadini.

MARILISA D’AMICO, Università di Milano
ALBERTO ALESSANDRI, Università commerciale Bocconi
ALESSANDRO BERNARDI, Università di Ferrara
ERNESTO BETTINELLI, Università di Pavia
PAOLO BIANCHI, Università di Camerino
NERINA BOSCHIERO, Università di Torino
GIUDITTA BRUNELLI, Università di Ferrara
MIA CAIELLI, Università di Torino
EVA CANTARELLA, Università di Milano
PAOLO CARETTI, Università di Firenze
ROBERTA DE MONTICELLI, Università Vita-Salute San Raffaele
GIANMARIO DEMURO, Università di Cagliari
GIOVANNI DI COSIMO, Università di Macerata
ALFONSO DI GIOVINE, Università di Torino
EMILIO DOLCINI, Università di Milano
CARLO FLAMIGNI, Università di Bologna
NATALINA FOLLA, Università di Trieste
CARLO FUSARO, Università di Firenze
MARCO GEREMIA, Avvocato
PAOLO GIANGASPERO, Università di Trieste
MAURO GRONDONA, Università di Genova
RICCARDO GUASTINI, Università di Genova
GUIDO NOTO LA DIEGA, Università di Palermo
PAOLO MAGRO, Università di Palermo
ANNA MARIA MAUGERI, Università di Catania
LUCA NIVARRA, Università di Palermo
LUIGI PANNARALE, Università di Bari
VANIA PATANE’, Università di Catania
BARBARA PEZZINI, Università di Bergamo
CLAUDIA PECORELLA, Università di Milano – Bicocca
ANNA PINTORE, Università di Cagliari
CARLO ALBERTO REDI, Università di Pavia e Accademico dei Lincei
SAVERIO REGASTO, Università di Brescia
PAOLO RIDOLA, Università di Roma ‘La Sapienza’
EMILIA ROSSI, Avvocato penalista Torino
MELANIA SALAZAR, Università di Reggio Calabria
MARCO SCARPATI, Università di Parma
FABIO SOMMOVIGO, Università di Bologna
MAURO VOLPI, Università di Perugia
ROBERTO TONIATTO, Università di Trento
FEDERICO ZAPPINO, Università di Sassari
ROSA ZAMBIANCHI, Avvocato civilista Milano

I giuristi e docenti unviersitari che vogliono sottoscrive l’appello
possono inviare una mail a [email protected]

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