Giovanardi va all’Ikea (età di lettura: da 3 anni in su)

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Sul blog vogliosposaretizianoferro.it una lettera aperta di Andrea Bordoni a Giovanardi, che anche voi potete inviare al Sottosegretario scrivendo a giovanardi_c@posta.senato.it.

Sul blog vogliosposaretizianoferro.it Andrea Bordoni parla delle dichiarazioni di Giovanardi contro la campagna pubblicitaria dell’IKEA “Siamo aperti a tutte le famiglie”, invitando il senatore a leggere un libro per bambini con le finestrelle intitolato “Tante famiglie tutte speciali”, che gli è stato inviato come regalo. Nel libro vengono illustrate ai più piccoli tante tipologie di famiglia, comprese quelle formate da due papà o due mamme, o da single con figli.

Il blog inoltre invita i lettori a spedire una mail a Giovanardi in cui lo si invita ad aprire e leggere il libro. Ecco la lettera.

Gentile Sen. Carlo Giovanardi,
in questi giorni, come molti italiani, non ho potuto fare a meno di apprendere dai giornali la sua vibrante presa di posizione contro la bella campagna pubblicitaria dell’Ikea, che apre le porte a tutte le famiglie, di qualsiasi tipologia. Il fatto che io pensi che la campagna sia bella e intelligente non ha niente a che fare col sogno che ho fatto l’altra notte, in cui il cartellone si animava, i due ragazzi di spalle si giravano ed eravamo io e Tiziano Ferro.
Quello dell’Ikea è evidentemente marketing virale, cioè pensato in modo tale che, per un motivo o per un altro, se ne parli: pubblicità supplementare senza che l’azienda tiri fuori un centesimo. Sicuramente avrà calcolato che, contestandola, anche lei ne sarebbe diventato un veicolo, ma ha soppesato i pro e i contro e ha deciso di cogliere la palla al balzo.
Da Sottosegretario alla Famiglia senza idee altrettanto brillanti, ha pensato bene di farsi notare gridando con voce stridula e fastidiosa lo slogan contrario: “Famiglia tradizionale o morte!”. Qualcuno le avrà consigliato di uscire dal silenzio perché siamo sotto elezioni, e il suo partito è convinto che con l’omofobia si va sempre sul sicuro in quell’Italia che voi considerate ideale, quella allevata a ordini cattolici e che tollera solo le forti emozioni delle fiction di Rai Uno e Canale 5.

continua >>>

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