Rafael e Flavio

Postato in: Affermazione Civile
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La nostra storia nasce nel dicembre 2008 per puro caso: io ero in visita a Palma di Maiorca e quando sono  arrivato in aeroporto, ho conosciuto Rafael chiedendogli un’ informazione.
Io vivevo a Barcellona ma era la prima volta che andavo a Palma. Rafael è stato molto disponibile e gentile e  si è offerto di farmi conoscere la città, lui era in aeroporto  perché aspettava suo fratello Ritchart che  arrivava dall’Uruguay.
Nei  giorni seguenti ci siamo frequentati e più il tempo trascorreva, più ci si piaceva di più. La cosa più bella  che mi ha colpito di lui era  il suo desiderio di creare una famiglia e iniziare una nuova vita.
Da allora non ci siamo più separati e Rafael si è trasferito a Barcellona con me.
Dopo 1 anno e 3 mesi, abbiamo deciso di ufficializzare il nostro amore  sposandoci e abbiamo deciso di  farlo nella stupenda isola di Maiorca dove ci siamo conosciuti e dove abbiamo vissuto per un periodo  insieme.
Noi  a Barcellona avevamo il lavoro e la casa, ma poi è arrivata la crisi in Spagna, così abbiamo deciso di  venire in Italia.
Qui è iniziato il nostro calvario perché in Italia eravamo considerati “solo amici”, mentre in Spagna siamo  una FAMIGLIA con tutti i diritti di ogni coppia sposata. Rafael, non essendo cittadino UE, dopo 3 mesi  doveva rientrare in Spagna perché non aveva nessun permesso di soggiorno che gli permettesse di vivere in  Italia.
Non è stato facile qui trovare qualcuno che ci potesse aiutare a risolvere la nostra situazione, abbiamo  scritto a tante associazioni, televisioni, perfino ad alcuni politici di sinistra. Siamo andati di persona in  diversi uffici, ma abbiamo ricevuto solo “porte in faccia”, al massimo mi consigliavano per regolarizzare  Rafael di provare con il decreto flussi, assumerlo come badante o colf e, se la richiesta fosse stata accolta,  firmare un contratto e pagare i contributi per lui !!!
In questo periodo  abbiamo speso tanti soldi per preparare documenti inutili e la Questura di Reggio Emilia  ci ha negato il Permesso. Nel frattempo avevamo contattato Rete Lenford che inizialmente ci ha aiutato  in  Questura di Reggio Emilia ma dopo il rifiuto tutto era bloccato.
Così dopo aver letto di due ragazzi di Genova che erano riusciti ad ottenere uno stato di famiglia, li abbiamo  contattati e Francesco Zanardi mi ha messo in contatto con Gian Mario Felicetti che subito ci ha voluto  incontrare. Grazie a lui abbiamo conosciuto Gabriella Friso (anche lei nel Direttivo dell’Associazione radicale  Certi diritti) che ci ha prospettato la possibilità di ricorrere contro il diniego dato dalla Questura. Sempre lei  ci ha messo in contatto con l’ Avv.ta Giulia Perin e, dopo aver preparato e presentato il ricorso, Rafael lo ha  discusso in Tribunale a Reggio Emilia.
Noi eravamo fiduciosi e ottimisti perché speravamo di vincere la causa e avevamo un ottimo supporto  grazie a Giulia e Gabriella. Ma l’attesa della sentenza è stata lunga … dal 17 ottobre, data in cui siamo stati  in Tribunale, è stata emanata solo il 13 di febbraio … Rafael talvolta si faceva prendere dallo sconforto ma  poi, dopo questa lunga, attesa abbiamo vinto!
Noi abbiamo avuto la notizia il 14 febbraio, a San Valentino, ed era la prima volta che in Italia è stato  affermato il diritto anche per le coppie dello stesso sesso ad ottenere per la persona non europea la carta  di soggiorno come familiare di cittadino comunitario. Noi naturalmente eravamo felici: ora potevamo  vivere insieme e Rafael era regolare in Italia!
Grazie alla nostra battaglia, ora tutte le persone dello stesso sesso che si sposano all’ estero e che si  trovano nella stessa nostra situazione, possono richiedere ed ottenere questo titolo di soggiorno e possono   vivere felici insieme, possono progettare il loro futuro e non sono obbligati a separarsi come abbiamo  dovuto fare noi.
Tutto questo grazie alle persone che ci hanno aiutato e ci hanno sostenuto e grazie all’Associazione radicale  Certi Diritti, senza di loro a questa ora saremo ancora separati.
Ora vogliamo continuare con Certi diritti a chiedere altri riconoscimenti e ci auguriamo che come noi ci  siano molte coppie che lo facciano. Purtroppo l’Italia è delle pochissime nazioni europee che non ci  riconoscono  ma se accettassimo questa situazione non cambierà mai nulla!

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