Strasburgo condanna la Russia per le leggi antigay: continui la pressione occidentale per il rispetto dei diritti

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Mandatory Credit: Photo by John Edward Linden / Arcaid / Rex Features ( 633612a ) EUROPEAN COURT OF HUMAN RIGHTS, STRASBOURG, 1989 - 1995. STRASBURG, FRANCE ARCHITECTURE STOCK

Photo by John Edward Linden / Arcaid / Rex

“La Corte europea dei diritti umani ha condannato Mosca per le tristemente note leggi contro la ‘propaganda gay tra i minori’ che sarebbero distorsive degli articoli 10 e 14 della Convenzione – libertà di espressione e divieto di discriminazione -. A poco è servita la linea difensiva adottata dal Cremlino che avrebbe puntato su una traballante distinzione tra libertà di espressione e corruzione dei bambini.”

Così Leonardo Monaco, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti.

“La sentenza di Strasburgo (che vedrà ricorrere la Federazione Russa) è un segnale importante che deve essere sostenuto dai Paesi europei con iniziative fattive. – ha aggiunto Monaco – A titolo d’esempio, le organizzazioni per i diritti umani LGBTI russe aspettano ancora un segnale di vita dal ministro degli esteri italiano affinché prenda una posizione forte sui centri di prigionia in Cecenia e offra l’aiuto necessario a rilasciare i visti umanitari agli omosessuali ceceni scampati alle torture che i paramilitari di Ramzan Kadyrov hanno loro riservato.
Non lasciamo che la barbarie venga insabbiata dall’inerzia occidentale prima ancora che dal regime Russo”

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