Russia: 16 Stati OSCE avviano inchiesta sulla purga anti-gay in Cecenia. Italia assente

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Il lavoro degli attivisti russi del Russian LGBT Network, al quale ci onoriamo di aver contribuito, ha finalmente avuto successo.

“Ieri, 16 Stati membri dell’OSCE hanno invocato il Meccanismo di Mosca, grazie al quale potrà finalmente avviarsi un’inchiesta internazionale sugli arresti arbitrari, torture e uccisioni di persone omosessuali in Cecenia, a prescindere dalla collaborazione della Russia. Nonostante i nostri appelli, l’Italia è completamente assente, mostrando un’indifferenza inaccettabile nei confronti di quello che noi attivisti riteniamo un vero e proprio crimine contro l’umanità”. Lo afferma Yuri Guaiana, Presidente dell’associazione radicale Certi Diritti.

“Il Meccanismo di Mosca è uno strumento creato dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa per monitorare il rispetto dei diritti umani da parte degli Stati membri. È stato invocato solo sette volte nella storia dell’OESCE e questa è la prima volta che viene invocato per investigare la violazione dei diritti umani delle persone LGBTI”, spiega Guaiana, che sta dando alle stampe l’opera collettanea “Il lungo inverno democratico nella Russia di Putin” dove ricostruisce anche la vicenda del pogrom anti-gay in Cecenia. 

“Il Meccanismo di Mosca è stato attivato dopo che la Russia ha risposto alle richieste fatte dagli Stati membri dell’OSCE, ma senza entrare nel merito delle preoccupazioni sollevate. Ora, una Commissione di 3 esperti – solo uno dei quali potrà essere scelto dalla Russia – verrà costituita dall’Ufficio OSCE per le istituzioni democratiche e i diritti umani e un’inchiesta internazionale sarà finalmente avviata. Anche se la Russia si rifiutasse di far entrare gli esperti sul suo territorio, essi potranno scrivere un rapporto intervistando i sopravvissuti rifugiatisi fuori dalla Federazione Russa e auspicabilmente riconoscere i crimini contro l’umanità che sono stati perpetrati in Cecenia per quello che sono”.

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